Di Brexit, Epstein e Archibugi, AI e quantum computer, foto e cucina. E di Queen in chiave scozzese
Questo giugno segna 10 anni dal referendum sulla Brexit, per l’esattezza il prossimo martedì 23. Sto lavorando su alcuni reportage per capire cosa la ricorrenza significhi e, soprattutto, cosa cambierà nel futuro prossimo, grazie al coinvolgimento di voci autorevoli. Prima, però, facciamo un salto indietro nel tempo, portandoti al 24 giugno 2016, alle 6 di mattina. Quando, munito della mia compat camera, uscii di casa per raccogliere le prime voci per un servizio su Repubblica.it dedicato al risultato ufficiale del referendum diffuso solo pochi minuti prima: il 51,9% scelse di uscire dall’UE, il 48,1% di rimanere, con un’affluenza molto importante, alle urne andò il 72,2% degli elettori registrati. Il mio primo pensiero fu quello che difficilmente avrei incontrato qualcuno/a che aveva votato per la Brexit, vivendo a Londra e sapendo che la capitale era fondamentalmente per il Remain. Invece, la prima voce che raccolsi fu quella di un giovane che aveva votato proprio per uscire dall’Unione Europea, seduto sulle scale della Tube con un’aria molto confusa. “Ho scelto di uscire, ma non sono sicuro… mi sento in colpa!”, le sue prime parole.
Fu quello l’esatto momento in cui capii che gli anni a seguire non sarebbero stati per nulla semplici. Per me, per il resto degli abitanti del Regno Unito, per il Governo britannico, e pure per l’Unione Europea… Fatto sta che subito dopo quella voce, ne raccolsi altre, e altre ancora, realizzando altri video reportage che nel corso della giornata registrarono milioni di visualizzazioni sulle varie piattaforme di La Repubblica, dal sito ufficiale ai profili social. Segno che la Brexit sarebbe diventata argomento centrale per mesi e mesi. Per non dire anni. Ed ora eccoci qui: dieci anni dopo da quel fatidico giorno.
Come ho anticipato, in occasione dei 10 anni dal referendum che cadono il 23 giugno 2026, pubblicherò dei reportage che proveranno a fare il punto della situazione. Nell’attesa, ho parlato di Unione Europea, e tanto altro, con Marco Travaglio, in scena a Londra con “Cornuti e contenti - Ma non sarà anche colpa nostra?” prodotto da Gotobeat. Unica tappa estera del suo show. Il suo pensiero sulla vicenda è stato molto chiaro: “Non vedo l’ora che l’Unione Europea imploda”.
Ho avuto il piacere di incontrare Francesca Archibugi in occasione della proiezione del suo ultimo film "Illusione" presso il Regent Street Cinema in un evento organizzato da CinemaItaliaUK (peraltro venerdi, 12 giugno, ospiterà la proiezione del documentario “Tutto il male del mondo”, sulla morte di Giulio Regeni. Qui per saperne di più).
Con la regista abbiamo parlato della sua pellicola, che vede protagonisti Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei e Vittoria Puccini, e dell'abuso di potere nei riguardi di minorenni illuse ma anche attratte da un mondo facile, fatto di luci e successo. Una trama che riporta alla mente le vicende del caso Epstein, anche se non c'è nessuna reale connessione tra il film e la cronaca. Qui la nostra video chiacchierata.
Faccia a faccia con AI e Quantum Computer. E non eravamo in un set cinematrografico...
Al recente SXSW di Londra, Andrea Pontremoli, amministratore delegato della celebre azienda automobilistica Dallara, e Alessandro Curioni, direttore della ricerca di IBM in Europa hanno dimostrato come l’alleanza tra intelligenza artificiale e computazione quantistica cambierà la mobilità di tutti i giorni. Ho avuto il piacere di incontrare entrambi facendomi una chiacchierata con loro. Grazie a modelli di IA applicati alla fisica, i tempi per calcolare come l’aria fende un veicolo scendono da ore a pochissimi secondi. Questo sblocca la progettazione inversa: l’ingegnere non deve più disegnare una forma e testarla, ma indica al computer l’obiettivo di efficienza desiderato e l’algoritmo genera la geometria perfetta da zero.
I risultati sulla vettura stradale sono straordinari, con una riduzione dei consumi del 30% su un’auto comune, una soluzione applicabile anche a treni, navi e aerei. Se pensiamo quanto l’andamento del petrolio dovuto alle guerre in atto stia influenzando la vita di noi tutti. Però, anche se eravamo a Londra, il messaggio che arriva dall’Italia è strategico. Competere sui miliardi necessari a produrre microchip è una rincorsa velleitaria. La vera risorsa competitiva risiede nella titolarità dei dati complessi e nella competenza di dominio, valorizzando patrimoni unici come l’archivio aerodinamico di Dallara. Il futuro si costruisce innestando le tecnologie di frontiera sulle nostre storiche nicchie di eccellenza. Qui ho scritto un articolo di approfondimento.
Ache l’occhio vuole la sua part, soprattutto in cucina. Sono stato ai World’s Best Food Photos, il concorso che premia le migliori foto in ambito gastronomico. Su novemila immagini candidate provenienti da oltre cinquanta paesi in tutto il mondo, ben cinquecento sono giunte dall’Italia, segno che il Belpaese non solo ama cucinare e mangiare ma anche immortalare gusti e sapori in scatti artistici. Anche in questa edizione, i fotografi italiani hanno dimostrato uno straordinario talento conquistando una prestigiosa vittoria di categoria, ben nove posizioni da finalisti e svariate menzioni speciali in occasione della cerimonia di premiazione che si è svolta il 2 giugno a Londra presso le Mall Galleries a pochi passi da Buckingham Palace.
Il successo più significativo della spedizione italiana porta la firma di Michela Balboni e Federico Borella, i quali sono soliti lavorare insieme su diversi progetti in ambiti internazionali, sia nel campo del food che del foto giornalismo; in questa occasione hanno trionfato nella categoria Food for the Family, supportata da The Felix Project. Il loro scatto, un’immagine giocosa e spontanea realizzata in Uzbekistan, ha saputo conquistare la giuria catturando il momento esatto in cui un bambino non riesce a resistere alla tentazione di toccare il pane ancora caldo, l’obi-non, appena sfornato dal tandoor, il forno di casa. L’eccellenza italiana si è manifestata anche attraverso una splendida storia di successo familiare che ha visto protagonisti padre e figlia: Elektra Papagna ha conquistato il secondo posto nel premio Jamie Oliver Youth Prize, riservato agli under 12, grazie a una fotografia di marshmallow ritratti in un ambiente molto psichedelico. Suo padre, Diego Papagna, ha ricevuto una menzione speciale nella categoria delle foto che hanno ottenuto già una pubblicazione. Qui per leggere il mio resoconto dal concorso.
Mentre le celebrazioni per il centenario della nascita della Regina Elisabetta II sono ancora nel pieno del loro svolgimento, un legame silenzioso e indissolubile continua a unire la memoria della sovrana a una terra specifica. Non si tratta dei saloni di Buckingham Palace o delle brughiere inglesi, ma della Scozia, una nazione che per tutta la sua esistenza ha rappresentato un rifugio dai doveri della corona. Qui per continuare a leggere il mio racconto su La Repubblica.











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